Portoghese

A cosa serve imparare il portoghese

A cosa serve imparare il portoghese
Imparare una lingua straniera è certamente un investimento di tempo e risorse personali, che però porta grandi benefici. Ce ne sono dal punto di vista relazionale e lavorativo, ma c’è anche da considerare l’arricchimento culturale: imparare una lingua permette di ampliare la propria mente e conoscere costumi differenti dai nostri. Un apprendimento che si traduce in una maggior apertura ed elasticità mentale. Tra tutte le lingue, scegliere di imparare il portoghese porta molti altri vantaggi. In questo articolo proveremo a passarli in rassegna tutti. Prima, però, iniziamo con una panoramica sulle caratteristiche di questa meravigliosa lingua.

Imparare il portoghese: caratteristiche principali

Il portoghese appartiene alle lingue romanze, cioè le lingue che derivano dal latino. Altre lingue della stessa famiglia sono l’italiano, il francese, lo spagnolo e il romeno. Queste lingue si sono evolute dal latino volgare, non da quello classico; la differenza, in pratica, sta nel fatto che il latino volgare era quello parlato dalla maggior parte della popolazione. La genesi di questo nuovo latino fu corrispondente alla grande espansione dell’Impero romano: in ogni territorio, infatti, il latino classico si modificava e acquisiva caratteristiche diverse. Le lingue romanze, a loro volta, fanno parte della grande famiglia delle lingue indoeuropee. È proprio a causa di questa parentela che per un italiano imparare il portoghese è tutto sommato facile. Ma questo è un aspetto che approfondiremo dopo. Oltre a evidenti somiglianze, comunque, anche il portoghese ha le sue difficoltà: la pronuncia di alcune vocali, ad esempio, è nasale e ostica per chi è abituato alla pronuncia dell’italiano. Ma ora entriamo nel vivo del nostro articolo e vediamo a cosa può servire un buon corso di portoghese.

Imparare il portoghese: i vantaggi

Come dicevamo in apertura, i motivi per imparare il portoghese sono davvero tanti. Abbiamo provato a raggrupparli in 5 gruppi:
  • la popolarità della lingua portoghese;
  • la facilità di apprendimento;
  • i motivi legati al lavoro;
  • la volontà di trasferirsi;
  • il fascino della cultura portoghese.

La popolarità della lingua portoghese

Il portoghese è la sesta lingua più parlata del mondo, dopo cinese, spagnolo, inglese, hindi e arabo. Nell’America meridionale è la lingua più diffusa. Nella classifica delle lingue più parlate online, invece, il portoghese si classifica al quinto posto. È uno degli idiomi ufficiali dell’Unione Europea e sono circa 232 milioni le persone che lo utilizzano come prima lingua. Ovviamente è la lingua ufficiale del Portogallo, ma il paese dove è più parlata è il Brasile: solo in questa nazione abitano circa 212 milioni di persone che parlano portoghese! Inoltre, è diffuso anche in molti altri paesi che in passato sono stati colonie portoghesi. Come, ad esempio:
  • Angola,
  • Mozambico,
  • Uruguay,
  • Capo Verde,
  • Sao Tomè e Principe,
  • Guinea Equatoriale,
  • Guinea-Bissau,
  • Macao (Cina),
  • Goa (India),
  • Timor Est.
Parlando della diffusione del portoghese, c’è un altro dato di cui tenere conto: il fatto che i parlanti portoghese stanno aumentando molto. Una proiezione dell’Unesco, infatti, stima che nel 2050 il loro numero sarà di 335 milioni di persone. Non male, no?

La facilità di apprendimento

La facilità di apprendimento Lo abbiamo anticipato in apertura: vista la sua parentela con l’italiano, per noi imparare il portoghese è abbastanza facile. La costruzione della frase, ad esempio, è analoga alla nostra; segue, insomma, il classico schema soggetto-verbo-oggetto. I generi, come nella nostra lingua, sono femminile e maschile. Inoltre, il verbo avere fa da ausiliare , proprio come in italiano. Le comunanze non si fermano alla grammatica: l’alfabeto è lo stesso, e anche i vocaboli, in molti casi, si somigliano. Attenzione, però: come accade nell’inglese e in altre lingue, esistono i “falsi amici”, ovvero termini simili, ma che hanno un significato totalmente diverso. Da non sottovalutare, poi, il fatto che la comunità brasiliana è molto popolosa nel nostro paese: le occasioni di creare gruppi di conversazione, o comunque di dialogare in portoghese, non sono difficili da trovare. Un ultimo aspetto da considerare: imparare il portoghese agevolerà l’apprendimento di altre lingue romanze, come il francese e lo spagnolo.

Motivi legati al lavoro

Il Brasile, del quale il portoghese è la prima lingua, è una delle potenze emergenti a livello economico. Forse non è ancora tra i primi interlocutori commerciali dell’Italia, ma le cose potrebbero cambiare presto. La sua crescita, infatti, negli ultimi anni è stata fortissima. Inoltre, i volumi di import-export tra i nostri paesi sono in aumento costante. Per questo, un corso di portoghese potrebbe nel prossimo futuro diventare una carta da giocare nel vostro curriculum. E potrebbe aprirvi le porte di carriere inaspettate. Anche perché, e questo è un aspetto molto importante, la concorrenza è ancora scarsa: sono pochi, infatti, gli italiani che scelgono di imparare il portoghese. La sua conoscenza, quindi, tra qualche anno potrebbe essere considerata un set di competenze particolari, capace di distinguerti dalla massa. Inoltre, non dobbiamo dimenticarci del mercato del turismo: la ricchezza crescente spinge sempre più brasiliani a spostarsi per viaggiare, anche nel nostro paese. E molte mete ambite del turismo nostrano parlano portoghese: Portogallo e Brasile, certo, ma anche Madeira e Capo Verde, per citarne due.

La volontà di trasferirsi

I motivi lavorativi non si fermano entro i nostri confini nazionali. Se siete scontenti del vostro lavoro e non avete legami, perché non pensare di trasferirvi in Brasile? Proprio grazie al suo sviluppo, infatti, il paese ha un mercato del lavoro in crescita costante; e i livelli di occupazione sono ai massimi storici. Sono numerose le aziende che hanno deciso di aprire uffici e succursali nel paese. Le figure professionali richieste sono tante e nei settori più vari. Per questo, sono molti gli europei che decidono di ricrearsi lì. Non solo lavoro: come saprete, sono molti anche i pensionati che scelgono di andarsene dall’Italia. Si tratta di un fenomeno sempre più importante, dovuto all’esiguità delle pensioni. Le persone, quindi, cercano paesi con costo della vita più basso e condizioni fiscali meno opprimenti. Portogallo e Brasile, da questo punto di vista, hanno condizioni economiche favorevoli. Inoltre, ci sono altri due fattori da non sottovalutare: spesso il clima è meno rigido che nel nostro paese e il costo degli immobili è più basso. Lisbona, la capitale del Portogallo, è sotto questo aspetto un piccolo paradiso: il clima è caldo e soleggiato e il centro storico è molto bello e fascinoso. Inoltre, per i primi dieci anni, vi sono delle agevolazioni fiscali per i pensionati. Nel sito dell’Ambasciata d’Italia in Portogallo si trovano tutti i benefici fiscali offerti a chi decide di trasferirsi. Ovviamente, non è pensabile partire e trasferirsi in un paese senza conoscerne la lingua. Le implicazioni pratiche, infatti, diverrebbero molto difficili da gestire. Si rischierebbe di tramutare un’esperienza potenzialmente positiva in un incubo. Un corso di portoghese, quindi, è la base necessaria per affrontare questo cambiamento.

Il fascino della cultura portoghese

Dopotutto, imparare una lingua è un’immersione nella cultura dei paesi che la parlano. E il portoghese è la chiave di ingresso per un mondo impressionante, fascinoso e ricco. Ecco alcune eccellenze del patrimonio culturale portoghese:
  • il carnevale di Rio; ovvero uno degli eventi più famosi e colorati del mondo, capace di attirare migliaia di turisti ogni anno.
  • L’incredibile e sensuale musica; il samba e la bossa nova, infatti, sono nati in Brasile. Così come il Fado è portoghese, e dal 2011 è stato nominato dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.
  • La capoeira, l’ormai famosa arte marziale brasiliana che incorpora musica e movimenti armonici. In pratica, è una miscela di lotta, acrobazie, canti e musica; ha avuto origine tra gli schiavi africani durante la colonizzazione portoghese, che dissimulavano l’allenamento per i combattimenti con la danza.
  • La letteratura, magica e misteriosa; autori come Fernando Pessoa, Paulo Coelho e José Saramago, ad esempio, che scrivono tutti in portoghese.
  • I siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il Portogallo ne ha 20, mentre il Brasile 17. Una ricchezza immensa e inestimabile, tra opere d’architettura, luoghi sacri, centri storici e paesaggi naturali.

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